E’ con questa frase che voglio aprire il racconto della mia esperienza in una delle città più pazzesche e belle che esistano.

Era da tempo che insieme al mio ragazzo e altri amici cercavamo di organizzare questo viaggio, ma per motivi lavorativi e non, siamo stati, spesso, costretti ad abbandonare l’idea.

Poi, finalmente siamo riusciti ad organizzare il nostro viaggio, con data 20 ottobre, partenza da Napoli e destinazione paese delle “meraviglie”!

Atterrati all’aeroporto di Amsterdam Shiphol, dopo un viaggio di circa 2h e 10 minuti, all’uscita, siamo stati accolti da decine di tassisti, alcuni autorizzati dall’aeroporto stesso, altri dalla città di Amsterdam, che si proponevano per accompagnarci alla nostra destinazione. Ovviamente è possibile anche prendere un treno, che vanta corse 24h e che vi condurrà al centro città. La stazione si trova sotto l’aeroporto e il principale operatore ferroviario di tutta l’Olanda è Nederlandse Spoorwegen. Un biglietto di sola andata costa 3 euro.

Il nostro appartamento si trovava nei pressi di piazza Dam.

Ciò  che mi ha stupita è stata la massiccia presenza di biciclette e ciclisti, divenuto uno dei simboli della città. La strada su cui transitano le auto è delimitata da una corsia su cui, invece, transitano le bici e che, spesso, si interseca con la linea dei tram (unico mezzo di trasporto, insieme ai pullman, data la mancanza della metro, visto che l’intera città è costruita, interamente, sull’acqua),la pedalata in bicicletta ad Amsterdam è una delle principali attrazioni per i turisti.

E che dire dei colori? In autunno regnano colori che vanno dal marrone, al giallo, al rosso, con gli alberi che costeggiano i canali (lo sapevate che Amsterdam vanta più canali di Venezia?), una visione surreale. Per non parlare delle case costruite, anch’esse, sui canali, tinteggiate con colori più disparati e che, spesso, sono vertiginosamente inclinate.

La nostra prima tappa è stata Dam Square la piazza è divisa in due: da un lato svetta l’imponente palazzo reale, dall’altro l’obelisco dedicato ai caduti della seconda guerra mondiale. Inoltre, nella stessa piazza, segnalo la presenza del Madame Tussauds. Alla destra del palazzo reale inizia Kalverstaat, la via dello shopping, dove troverete diversi negozietti…

Per quanto riguarda il cibo, Amsterdam è ricca di pub, noi ci siamo, casualmente, fermati presso una sorta di fast food di nome FEBO, che troverete ad ogni angolo della città e che è fighissimo in quanto non troverete la solita cassa per ordinare il vostro menù, bensì delle macchinette automatiche con panini per tutti i gusti, dove inserendo i soldi potrete estrarre il vostro cibo che sarà, persino, caldo!

Ad Amsterdam non troverete un tipycal food, infatti, in quei giorni, i vari Mc Donald, Burger King e Starbucks sono stati la nostra salvezza, anche se esistono Steak House di ogni tipo, dove non pagherete tantissimo. Per non parlare della genialata di cenare, una volta, in un ristorante italiano, gestito perdipiù da indiani, dove un piatto di pasta asciutta lo abbiamo pagato ben 12 euro! Se poi siete appassionati di cucina cinese, siete a cavallo, perché sono presenti dozzine di ristoranti cinesi nel quartiere di China Town, dove si respira a pieni polmoni la cultura asiatica e dove non è tanto bizzarro imbattersi in segnali stradali con ideogrammi, una cosa particolarissima.

Inoltre non potete non assaggiare le favolose patatine fritte olandesi, servite nel cuoppo (a Napoli si chiama così!!) sono una goduria!!

La prima serata in quel di Amsterdam è stata assolutamente pazzesca, non ho mai visto così tanta gente riversarsi nelle strade dei vari distretti (o quartieri) e camminare e pedalare sino a notte fonda, anche nelle stradine più isolate.

Vi lascio immaginare il nostro stupore quando siamo giunti al “Red district”, meglio conosciuto come quartiere a luci rosse, facilmente riconoscibile grazie al bagliore dei led rossi che adornano ogni negozio e locale e, dulcis in fundo, grazie alla presenza delle famose “donnine” in vetrina. Inutile dirvi che la situazione non è quella, da tutti, immaginata perché semplicemente queste donne sfilano indossando un costume, all’interno di tali vetrine che, in realtà, sono delle sorte di monolocali e chiunque voglia usufruire dei loro “servigi”, può suonare il campanello e alla fine riceverà anche la ricevuta fiscale. Cosa bislacca vero? Ma Amsterdam è insolita e singolare anche per questo.

In tutta la città, per ogni 20 metri, troverete o un coffee shop o uno shop che vende qualsiasi gadget o oggetto per fumare. Ciò che vi lascerà stupiti è che lì nessuno si scandalizza per tale situazione, anzi, vi capiterà, spesso di vedere persone anziane o uomini impettiti, con giacca, cravatta e ventiquattro ore, entrare in un coffee shop, ordinare un bel tazzone di thè, frullato o frappucino e sedersi a fumare uno spinello (oltretutto, nei coffe shop, è severamente vietato fumare tabacco e bere alcolici). Ad Amsterdam non esistono i pregiudizi, ma questa è un’altra storia…

Nei giorni successivi la scoperta della città è proseguita con la visita delle principali attrazioni turistiche. Vi consiglio:

il giro in battello per in canali di Amsterdam, grazie al quale riuscirete ad ammirare gli angoli più originali della città, i ponti più importanti e conoscere la loro storia.

 

L’ Heineken experience da cui tutto è iniziato 100 anni fa (abbiamo acquistato, presso uno dei tanti box office, un biglietto doppio per l’Heineken e per il giro in battello, al costo di 18 euro) dove vi mostreranno l’ iter con cui viene prodotta la birra, fino all’imbottigliamento e avrete la possibilità di creare le famose bottiglie personalizzate (con un costo aggiuntivo). Il tour si concluderà sorseggiando un bel boccale di birra, alla spina, ( all’entrata abbiamo indossato un braccialetto che, poi, abbiamo mostrato per ritirare la birra) in uno stanzone con la musica a palla. Esperienza fighissima.

La casa di Anna Frank al nr. 263- 265 di Prisengracht, quella dove la bambina scrisse il suo famoso diario e che è divenuta un museo in cui è possibile rivivere l’atmosfera degli anni della seconda guerra mondiale, ai tempi dell’Olanda occupata. La fila per accedere al museo è, spesso, molto lunga e la disponiblità dei biglietti online è, sempre, molto scarsa, quindi, una valida alternativa è recarsi presso l’attrazione nelle ultime ore di apertura ed evitare così le lunghe code.

Il museo di Van Gogh a Museumplein, che con i suoi 200 dipinti e 550 fra disegni e acquerelli, rappresenta una delle più grandi collezioni mondiali dedicate al pittore olandese. Noi l’abbiamo visitato pur essendo, completamente, ignoranti in tema d’arte, ragion per cui non potrei esservi più utile di così ( PARDON!)

La super famosissima scritta “ I Love Amsterdam”, che si trova nei pressi di Museumplein, per scattare la foto di rito, da conservare come ricordo simbolo di questa magnifica esperienza ed impostare come immagine del profilo, su Facebook (scherzo!).

Il Bloemenmarkt, l’originalissimo mercato dei fiori galleggiante, che è stato inaugurato nel 1962 quando i coltivatori portavano la loro merce in città percorrendo il fiume Amstel con delle chiatte. Oggi le chiatte che compongo il mercato sono fisse e ognuna di esse ospita una serra. Io stessa ho acquistato dei bulbi (in un sacchetto che ne conteneva cinque, al costo di 3,50 euro) piantati poi a casa e da quali sono sbocciati dei tulipani meravigliosi.

Non vi nascondo che ci siamo persi molti altri luoghi  stupendi da visitare e questo potrebbe essere una delle scuse per ritornare lì! Infatti, ciò che mi sento di dirvi è che per Amsterdam vale il detto “non giudicare mai un libro dalla copertina”, perché i tanti racconti bizzarri su questa città potrebbero indurvi a pensare che quel posto non faccia per voi, senza sapere che, invece, si tratta di una città romantica, dagli scorci mozzafiato, ricca di cultura… una città che vi lascerà a bocca aperta! Pensate che abbiamo fornito una descrizione così entusiasta, una volta di ritorno, che i miei genitori ne sono rimasti affascinati, tanto da prenotarne un viaggio per l’estate!

Oggi, senza remore, posso, anche io, affermare che: “ lì ho lasciato una pezzo del mio cuore”!